Premetto che trovo assurdo tutto ciò che sta accadendo, ogni paese ha la sovranità di giudicare i propri cittadini (salvo alcune eccezioni ben definite).
È tutto vero quello che dice l'articolo, infatti la risposta la da lo stesso Max Bono:
("Ma forse la ragione di cio’ e’ chiara e di politica interna italiana: la gestione dell’estradizione di Battisti e’ stata malgestita sin dall’inizio, in altre parole e’ stata un vero disastro di diplomazia. A cio’ si e’ aggiunto un vero e proprio affaire politico affaristico franco-brasiliano che ha beneficiato il terrorista. Risultato: l’Italia ha fatto una figura penosa, e’ stata umiliata, si e’ messo in discussione il suo sistema giudiziario, che francamente e’ molto piu’ garantista di quello brasiliano")
Ho dei dubbi sulla veridicità quando afferma che:
(Quando c'è da chiedere la cittadinanza italiana, maggiori mezzi finanziari o l'assistenza sociale gratuita la voce degli aspiranti italiani o degli italiani residenti (in Brasile) si fa sentire forte e chiara, in questo caso invece un silenzio assordante”.)
Gli Italiani che vivono all'estero sanno che non è così.
Infine mi pare che i cittadini italiani residente all'estero si stiano comportando alla stregua di quelli residenti in Italia.
Messaggi: 60 Provenienza: Torino Iscritto: 23.04.08
Scritto il 23/01/2009 10:11
Sig. Giovanni
Prendo atto della sua risposta . Il mio scritto non esprime pereri circa la decisione presa e nemmeno sulla colpevolezza o innocenza di Battisti . Il mio scritto cita un "malessere"geneneralizzato presente negli animi degli italiani che vivono all'estero .
Purtroppo sfatare i "luoghi comuni" che Lei cita non è facile . Come si possono sfatare questi "luoghi comuni" quando il primo personaggio della politica italiana continua a paticarli sollazzandosi con i suoi giocattoli (brasiliani) e mostrandoli ad un Presidente .
Grazie e saluti
Il caso Battisti e' stato ampiamente discusso sui maggiori quotidiani italiani. Vi sono problematiche giuridiche di rapporti e convenzioni internazionali che non sta a noi giudicare. Possiamo solamente augurarci che nel caso la circostanziata richiesta di estradizione del Battisti non venga accolta le autorita' italiane applichino il 'principio della reprocita'' nel caso di una eventuale e futura richiesta da parte delle autorita' brasiliane. Gli interventi di Aldo e Gianni sono dei punti di vista del tutto personali alcune volte condivisibili, altre no. E a proposito mi dissocio completamente dal normalmente pacato Aldo quando dice che "L'attuale Ministro della Giustizia italiano Alfano è un fantoccio da teatrino dei burattini oltre che un emerito sconosciuto politicamente ( fa rima con Frattini Ministro degli Esteri anche lui degno del teatro dei burattini )". Caro Aldo non la penso come te. Al contrario di te penso che il ministro Alfano sia l'uomo giusto al posto giusto. Non sara' un emerito giurista, ma a quel ministero ci voleva qualcuno che rompesse le logiche corporative che si erano venute a creare nel corso degli ultimi anni. Poi e' chiaro che dipende dai punti di vista politici che ognuno di noi ha. A presto.
Francesco Carpio
Modificato da il 31/01/2009 08:36
Condivido parola per parola, quanto scritto da Francesco Carpio. Lo fccio alla luce dei "imperdonabili fatti" commessi dal soggetto in questione che per comodità vi riepilogo di seguito:
Gli omicidi :
In Italia Cesare Battisti è stato condannato come responsabile di quattro omicidi - tre come concorrente nell'esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri:
6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; omicidio di cui fu accusato dal "pentito" Pietro Mutti che poi si assunse la responsabilità diretta dell'azione, "declassando" il ruolo di Battisti alla sola "copertura". Santoro era accusato dai PAC di maltrattamenti ai danni di detenuti.
16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fece da "copertura armata" all'esecutore materiale Diego Giacomin. Sabbadin si era opposto con le armi al tentativo di rapina del suo esercizio commerciale.
16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell'assassinio di Pierluigi Torreggiani venne coinvolto anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle per un colpo sparato dal padre durante il conflitto a fuoco con gli attentatori. Torregiani, il 22 gennaio precedente, aveva ucciso un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva.
19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio di cui fu riconosciuto come l'esecutore materiale. Campagna aveva partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani.
Caro Presidente Giuseppe,
perfettamente d'accordo con quello da te scritto. Ma permettimi di dire che il problema che sta in discussione sta avendo in Italia un'attenzione notevole. Tutti i mass media ne stanno parlando, per cui qualche considerazione da parte nostra, sempre entro limiti accettabili e leciti, e' senza dubbio consentita.
Ritorno a casa stasera e sull'Ansa (maggiore e piu' affidabile agenzia di notizie italiana) in uno scritto a firma di Marina Perna, vi e' notizia che il presidente Lula ha confermato, in una lettera al nostro esimio Presidente della Repubblica Napolitano, la concessione di status di rifugiato politico a Battisti. In parole povere il Brasile non lo vuole estradare in Italia. Fin qui, anche se dissento profondamente dalle motivazioni perche', per me, un assassino e' pur sempre un assassino, tutto bene. Ma la cosa che mi ha profondamente colpito e' che, leggo testualmente "Lula ha voluto esprimere la piena considerazione del suo paese per la magistratura italiana e per lo stato di diritto democratico vigente in Italia e fiducia nel carattere democratico, umanitario e legittimo' del nostro ordinamento giuridico". Scusatemi ma questo e' troppo!!! Ricevere un siffatto attestato di stima per l'ordinamento democratico e giuridico dell'Italia da parte di un presidente di un paese che fino a qualche "mese" fa era retto da un regime militare mi sembra troppo ed esagerato!!! Mi sa tanto di barzelletta!!! L'Italia non ha certo bisogno di un tale attestato da parte del presidente Lula che, comunque, non dimentichiamolo, rappresenta un paese del 'terzo mondo". Tanto era dovuto.
Francesco Carpio
Modificato da il 31/01/2009 08:38
Caro Giuseppe,
qualche tempo fa i buontemponi della ONG (a proposito... sarà di quella parrocchia il fantomatico "Roni Conte"?) ci accusarono di monocultura, vedendoci spesso impegnati, cosa che fortunatamente continua, in serrati scambi di opinioni su Milan,Inter, Napoli etc...Non vorrei che oggi ci autoghettizzassimo nel "futebol", rinunciando a discettere di altri temi, che non sono "problemi di politica", come tu li definisci, ma bensì, nella fattispecie, un episodio grave di incomprensione e divergenza tra i due "nostri" Paesi, che potrebbe addirittura, se il confronto in atto si radicalizzasse (ti ricordo che ieri il nostro Ministero degli Esteri ha richiamato in Italia "per consultazioni" l'Ambasciatore Valensise e questo atto, in "diplomatichese" ha un significato preciso), creare in prospettiva problemi anche a noi italiani residenti in Brasile. Giusto quindi dibatterlo preoccupati ed attenti. D'altronde i forum sono territori di libero pensiero ed espressione per "teste pensanti" che mi auguro di scoprire sempre più numerose ed acute! Peraltro so che i tuoi intenti sono sempre sinceri ed in buona fede; cerca solo, te ne prego, di respingere tentazioni censorie che non ti si addicono. Un abbraccio a chi mi legge. Marco Baino
Messaggi: 60 Provenienza: Torino Iscritto: 23.04.08
Scritto il 23/01/2009 23:40
Miei cari Giuseppe , Marco , Francesco ,
Ritorno ad essere pacato ma non posso esimermi da quattro considerazioni:
1) Siamo stati coinvolti in questa discussione da una persona che vive in Italia (Il sig. De Bellis) il quale sicuramente è entrato sul nostro sito (c'è da augurasi che lo facciano in molti e poi si registrino) e ci ha inviato , sicuramente con buone finalità , dei links contenenti articoli sul caso Battisti con relative considerazioni . Ho ritenuto doveroso e corretto fare un commento rispondendo e facendo commenti . Successivamente anche un altra persona è intervenuta . Sono poi seguiti altri nostri interventi .
2)
Un biasimo a Marco (scusamiMarco !) per il riferimento alla ONG fuori luogo !
3) Discordo anche da Francesco quando dice che Lula è presidente di un paese del terzo mondo . Nei sei proprio sicuro ? - Io sarei più cauto perchè statistiche e dati alla mano dimostrano stanno andando avanti a tutta forza mentre noi stiamo andando indietro . Il Brasile , poi , e retto da una democrazia dal 1980 . direi che sono molti "mesi" . Tu ci stai vivendo , quindi smentisci in parte la tua affermazione .
4) Sono un cervello pensante e mi ritengo libero di scrivere e trattare argomenti che ci ( mi) riguardano come italiano - Non ho favoreggiato nè per uno nè per l'altro .Ho pero criticato la gestione del caso da parte delle autorità italiane ed ho anche espresso uno stato d'animo che non è solo mio . Ho tratto le mie conclusioni e faccio il tifo che tutto venga risolto nel migliore dei modi senza arrivare a avvenimenti di carattere diplomatico seri con rischio di rotture diplomatiche e di relazioni che in ultima analisi non giovano a noi italiani residenti in Brasile . Questo per dire che dissento da Giuseppe (come dissente Marco) circa il carattere censorio del suo intervento pur ricordando che i nostri obbiettivi sono altrettanto importanti .
Caro Aldo,
mi "biasimi" (credo sempre cordialmente) per il riferimento alla ONG; in merito solo due osservazioni:
1)il termine "buontemponi" è moderato, ironico e quasi simpatico, ritengo non sufficiente a riaprire vecchie diatribe che tutti ci auguriamo "morte e sepolte"; confido nell'umorismo e nell'intelligenza di Corrado, Rosario etc...
2)è però un fatto incontestabile che a suo tempo fummo criticati, anche se con ironia, per la preponderanza di messaggi ed interventi sui temi calcistici. Ho voluto solo mettere in risalto come ancora una volta la discussione in atto abbia dimostrato che l'AIC è bella perchè composita, sfaccettata, con un profilo culturale in costante crescita.
Un abbraccio. Marco
Carissimo Aldo,
mi dispiace sottolinearti che la parola "mesi" era virgolettata. Probabilmente ti e' sfuggita l'ironia dello scritto. In ogni caso ti riconfermo, con maggiore vigore, che non e' accettabile che il massimo esponente di un paese come il Brasile "esprima la piena considerazione del suo paese per la magistratura italiana e per lo stato di diritto democratico vigente in Italia e fiducia nel carattere democratico, umanitario e legittimo' del nostro ordinamento giuridico" Se tale dichiarazione fosse venuta da un politico inglese, forse sarei stato meno indignato. Il Diritto Romano, Canonico, etc. hanno visto la luce non a San Paolo, ne' a Brasilia, ne' a Belo Horizonte, questo vorrei fosse chiaro!!!
Francesco Carpio
Modificato da il 31/01/2009 08:43
Messaggi: 82 Provenienza: Italia Iscritto: 04.04.08
Scritto il 25/01/2009 10:48
Francesco Carpio ha scritto:...L'Italia non ha certo bisogno di un tale attestato da parte del presidente Lula che, comunque, non dimentichiamolo, rappresenta un paese del 'terzo mondo"....
Hai! Hai! Hai! Signora Longari. Mi cade sull'uccello!
I più vecchi, ultracinquantenni, ricorderanno questa storica fase, del mitico Mike Bongiorno. In realtà la frase originale era "Ma Signora! lei mi cade sull'uccello." del quiz "Superflash, rivolto ad una ormai dimenticata concorrente.
Solo successivamente la fantasia popolare abbinò la famosa frase ad una delle più famose concorrenti de quiz Rischiatutto, andato in onda 15 anni prima della storica frase.
Questa premessa era per ricordare che non sempre le frasi fatte sono veritiere, ma spesso nascondono una verità ricercata a tutti i costi.
Mensilmente, il senatore Lucio Alcantara (o meglio un qualche suo collaborate) mi invia una lettera, in toni amichevoli, dove riassume la sua azione politica.
In una di queste citava un suo discorso alla Camera, dove definiva il Brasile un ex-paese del Terzo Mondo, dimostrando che anche i politici brasiliani, spesso cadono in questo grossolano errore.
Il Brasile mai è stato un paese del Terzo Mondo.
Vorrei rammentare che la definizione Terzo Mondo venne affibbiata ai partecipanti della conferenza di Bandung, nel 1955, da un giornalista francese, di cui mi sfugge il nome.
Poiché a quel tempo, esistevano due potenti blocchi politici (NATO e URSS), che si riflettevano anche sull'economia, diversi stati si coalizzarono in questa famosa conferenza, che in realtà non servì a molto.
Il famoso giornalista economico francese, probabilmente per dimostrare le sue conoscenze storiche, volle parificare i due grandi blocchi politici al clero e alla nobiltà francese, e i partecipanti alla conferenza al Terzo Stato, cioè la plebaglia francese (che poi si vendicherà tagliando qualche testa), da li, gli venne facile coniare il nome Terzo Mondo.
Un particolare importante, nessun paese dell'America (Nord, Centro e Sud) partecipò a questa conferenza. Quindi il Brasile non è mai stato un paese del terzo mondo.
Ma quello che stride, e a volte duole, è che gli stessi brasiliani, specialmente i più "acculturati" si autodefinisco, con piacevole autolesionismo, abitanti del Terzo Mondo.
P.S.
Battisti e meglio lasciarlo in Brasile, perché in Italia ruberebbe l'ultima pagina di Panorama al vecchio Sofri, che rimarrebbe senza lavoro.
Messaggi: 60 Provenienza: Torino Iscritto: 23.04.08
Scritto il 26/01/2009 11:21
Ai partecipanti del Forum ed all'Amministratore ,
Con il presente scritto desidero fare pubblica ammenda alle mie considerazioni circa i personaggi della politica italiani da me citati .
Confesso , a posteriori , che mi sono lasciato prendere un pò la mano . Sappiate comunque che da parecchio tempo leggo quasi giornalmente alcune testate italiane - (corrirere , repubblica La Stampa , Espresso ) Esistono "blog" di giornalisti dove i giudizi e commenti espressi sono simili ai miei ( non nei termini ma nel concetto) -Nel caso in questione Il fatto di essere un Forum di una Associazione "apolitica" non sono consentite. Lo stato d'animo comunque permane ed era quello che intendevo evidenziare nei miei scritti . Farò come tanti limitandomi a fare interventi di tipo calcistico o di culinaria regionale . Dico questo perchè, in definitiva, tutte le persone che sono intervenute hanno contravvenuto alla regola della "apoliticità" -Non vorrei infine ( ma lo sospetto) che questo "richiamo all'ordine" sia stato fatto a seguito di pressioni da parte di qualcuno .
Se dissertare su argomenti a sfondo politico è "reato" da ora in poi non effetuerò più interventi . Mi limiterò a leggere le dissertazioni calcistice da "Bar dello Sport"o di culinaria o altre futilità varie .
Il nostro portale continua a crescere in numero di iscritti , sarà per cuoriosità o per interesse agli argomenti o per altro , ma cresce e potenzialmente questa crescita può portare a risultati tangibili.
Concordo che debbano esistere delle regole ma occorre essere capaci e saggi nell' interpretare e derogare se del caso.
La censura indiscriminata reca solo danni e reazioni indesiderate .
Un saluto a tutti
Aldo
Messaggi: 244 Provenienza: Milano Iscritto: 16.01.09
Scritto il 26/01/2009 16:03
Gentile Signor Aldo Santi, in qualche modo, sono stato la causa di queste reprimende, che, secondo un mio modo di vedere e pensare, rientrano piú in un sistema di forte censura, che un modo per tentare di far avvicinare quante piú persone possibili al forum e di conseguenza alla Associazione. Lei, ancora secondo il mio punto di vista, non ha fatto altro che esprimere un suo parere, legittimo e proprio perché viviamo in un regime democratico, non dovrebbe infastidire nessuno (o democrazia viene intesa come altra cosa?), ma, come ho giá avuto modo di scrivere, se l`informare, su fatti che riteniamo interessino coloro che ancora si sentono italiani, possono dare pronblemi, mi associo al suo scritto, dichiarando che d`ora in poi, eviteró nel modo piú assoluto di essere parte attiva di questo forum.
La saluto cordialmente
Modificato da il 31/01/2009 08:40
Egregi amici,
anzitutto credo che non vi sia alcun intento di censurare alcunche', ne' da parte dell'amministratore del forum, ne' da parte del nostro carissimo presidente. Credo pero' che, anche nell'esprimere legittimamente le proprie opinioni, vi debba sempre essere un limite dettato dalla decenza e dalle leggi.
Caro Gianni hai fatto non bene, ma benissimo, a sottoporre all'attenzione generale un argomento che negli ultimi giorni ha riempito tutti i mass-media italiani. Quindi un grazie a te per aver sottoposto all'attenzione ed al commento di tutti un accadimento di interesse generale.
Caro Aldo anche il tuo punto di vista e' accettabile (io personalmente non lo condivido) ma cio' non significa che tu non lo possa esprimere. I quotidiani ed i settimanali che tu citi hanno tutti una medesima colorazione politica (sono sinistroidi): e' naturale quindi che critichino gli attuali rappresentanti del governo italiano. A noi, alla nostra associazione e sul nostro forum cio' non e' consentito. Immagina quante cose riprovevoli potrei scrivere sul passato governo di centrosinistra e sui suoi rappresentanti. Me ne guardo bene dal farlo. Ognuno di noi ha una propria idea politica ed e' giusto che cosi' sia. Ma non possiamo portare l'A.I.C. a schierarsi da una parte o dall'altra.
Un saluto a tutti sperando che le discussioni non si limitino alle discussioni calcistiche o di culinaria, ma continuino ad occuparsi delle problematiche attuali.
Francesco Carpio
Modificato da il 31/01/2009 08:41
Ansa del 27/01/2009 ore 12,39 (Italia): ROMA - L'Italia ha deciso di richiamare per consultazioni l'ambasciatore in Brasile, secondo quanto si è appreso. La decisione è stata presa in seguito all'intervento del procuratore generale della repubblica brasiliano, Antonio Fernando de Souza, il quale ha deciso che il processo di estradizione in Italia va archiviato.
La decisione "grave" di non concedere l'estradizione in Italia per Cesare Battisti "é francamente inaccettabile". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini spiegando le motivazioni che hanno condotto il Governo a richiamare in patria per consultazione l'ambasciatore a Brasilia Michele Valensise.
Il procuratore De Souza ha risposto col suo parere negativo alla domanda che gli era stata posta dal presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf), Gilmar Mendes, una settimana fa, sull'estradizione di Battisti. Il procuratore generale brasiliano ha detto che Battisti non é più estradabile perché ha ottenuto dal ministro della giustizia, Tarso Genro, lo status di rifugiato politico. Non potrà pertanto essere trasferito in Italia. L'anno scorso lo stesso procuratore De Souza aveva dato parere positivo riguardo all'estradizione di Battisti. Il Stf si riunirà probabilmente a partire dal 2 febbraio per decidere la scarcerazione o meno di Battisti alla luce del parere dato stasera dalla magistratura brasiliana.
''Spero che il presidente Berlusconi e il governo italiano valutino che cosa fare in occasione del prossimo G8. Non sta a me prendere una decisione. Il Brasile non fa parte del G8 ma fare accordi con uno Stato che ti considera un Paese dove chi viene condannato rischia di essere ammazzato o torturato...''. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha lasciato in sospeso la frase, ma il suo disappunto era chiaro quando durante la puntata di Porta a Porta il conduttore Bruno Vespa ha letto la notizia sulla decisione del procuratore generale della Repubblica brasiliano Antonio Fernando de Souza di archiviare il processo di estrazione di Cesare Battisti.
Francesco Carpio
Modificato da il 31/01/2009 08:41
Messaggi: 60 Provenienza: Torino Iscritto: 23.04.08
Scritto il 30/01/2009 11:07
Agli Associati e partecipanti al di questo Forum ,
Dopo le"burrasche" e polemiche recenti credo opportuno rileggere un articolo di Italplanet news "
BRASILE, PUNTO DI RIFERIMENTO IMPRESCINDIBILE PER L’ITALIA E L’EUROPA
Le dichiarazioni del Presidente Napolitano a conclusione dell`incontro in Quirinale con il Presidente Inacio Lula da Silva
Un grande paese cui l`Italia è legata da una molteplicità di interessi, da una lunga amicizia, e da vincoli di sangue per i molti italiani che emigrarono in quella terra, partecipando nei decenni alla costruzione del Brasile". Con queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto al Quirinale il Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, Inacio Lula da Silva, in questi giorni in visita in Italia.
Come ha tenuto a sottolineare il Presidente Napolitano, "l`eccellente livello delle relazioni bilaterali, che affonda le sue radici nella comune origine latina e nella vicinanza fra i nostri popoli, è oggi rinnovato da una forte affinità di vedute - ampiamente confermata dall`incontro che abbiamo avuto - sulle tematiche internazionali di maggiore attualità, e da una crescente collaborazione in campo economico, in campo culturale e anche in campo politico. Abbiamo avuto ora un ampio scambio di opinioni sulla situazione internazionale con particolare riferimento alla crisi finanziaria globale, alla cooperazione con i paesi in via di sviluppo, ai prossimi appuntamenti internazionali che dovranno affrontare le sfide comuni della pace, della stabilità, del cambiamento climatico, della crescita mondiale".
Per il Capo dello Stato, "il Brasile è oggi un protagonista autorevole e influente sulla scena internazionale. Partecipa con determinazione ai negoziati e alle discussioni in corso presso i maggiori fori multilaterali. Ci siamo, in particolare, riferiti all`Organizzazione Mondiale del Commercio e al Doha Round. Anche nella prospettiva della Presidenza italiana dei lavori del G8 nel 2009, guardiamo con forte interesse a un più stretto e sistematico raccordo tra il gruppo dei paesi più industrializzati e le economie emergenti nel farsi carico dei temi più rilevanti dell`agenda globale".
D`altro canto, "l`Italia è seriamente impegnata nell`ulteriore rafforzamento della cooperazione bilaterale con il Brasile. A conferma del rinnovato impulso che Italia e Brasile intendono imprimerle, ho condiviso con il Presidente Lula valutazioni puntuali sull`opportunità di intensificare in particolare le relazioni economiche fra i due paesi. Il Presidente Lula è giunto in Italia accompagnato da una folta delegazione di ministri e imprenditori che incontreranno presso la Confindustria un`ampia rappresentanza di imprese italiane per promuovere anche la creazione di imprese miste in Brasile. Il Brasile sta infatti conoscendo una fase di eccezionale ascesa economica e progresso sociale grazie al decisivo impulso dato dal Presidente Lula : collocandosi così in quel gruppo di paesi emergenti dell`Asia e dell`America del Sud, che ha già fatto spostare il baricentro dello sviluppo mondiale. A maggior ragione l`Italia guarda con accresciuto impegno a un balzo in avanti della tradizionale amicizia e collaborazione con il Brasile".
Il Presidente Napolitano ha inoltre affermato che col Presidente Lula "abbiamo espresso una comune preoccupazione per l`attuale crisi finanziaria mondiale e abbiamo concordato, in vista del Vertice G20 di Washington, sulla necessità di dare al problema della stabilità dei mercati una soluzione condivisa. Sono certo che Paesi emergenti come il Brasile possano dare un contributo significativo all`elaborazione di politiche concertate e incisive sul piano internazionale, alla definizione di nuove regole e anche di nuovi assetti istituzionali. Abbiamo infine condiviso l`auspicio che possano intensificarsi le relazioni fra Unione Europea e America Latina. Il Brasile svolge un ruolo cardine per la stabilità della regione, un apprezzabile ruolo di mediazione e coagulo del consenso tra i paesi dell`area. Sono convinto che sotto l`autorevole guida del Presidente Lula, il Brasile continuerà ad essere punto di riferimento imprescindibile per una sempre più proficua collaborazione fra Europa e America Latina, favorendo una più stretta integrazione all`interno anche del sub-continente americano e una maggiore interazione fra queste due grandi aree".
Fonte:
(ItalPlanet News)
Messaggi: 37 Provenienza: Trinacria, Isola del Sole Iscritto: 26.04.08
Scritto il 30/01/2009 13:07
Buongiorno a tutti,
non voglio entrare nel merito della vicenda strettamente giudiziale da parte della giustizia italiana nei confronti di cesare battisti, ma vorrei considerare la posizione del governo brasiliano nei confronti del suddetto battisti...
Il ministro brasiliano della giustizia, tarso genro (colui il quale ha concesso al battisti lo status di rifugiato politico impedendone di fatto l'estradizione) é stato autore di affermazione quantomeno ardite, affermando che: "L'Italia è ferma ancora agli Anni di piombo: la differenza è che qui in Brasile siamo più avanzati su questo argomento, tanto che stiamo discutendo sulla nostra legge di amnistia"...
Orbene, il citato ministro, anziché emmettere giudizi di merito su un sistema giudiziario (quello italiano) che, molto probabilmente non conosce, perché non ritaglia qualche attimo del suo preziosissimo tempo, riflettendo sul sistema giudiziario brasiliano?...perché non riflette sul fatto che in questo bellissmo paese (il Brasile), tante volte i diritti civili e sociali non vengono rigorosamente rispettati, la forbice sociale ed economica tra la classi, anziché diminuire, tende ad allargarsi sempre piú?...perché non riflette su episodi come quello riguardante una madre, autrice di nessun crimine, che dentro una automobile é stata attaccata e crivellata di colpi (17) dalla polizia, perdendo un figlio di 3 anni?...il caso é stato identificato come un imperdonabile errore: ottimo!!!, ma basta per far riavere indietro il suo figlioletto?...perché non rilegge un pó la storia del suo paese, scoprendo che gli Italiani in Brasile sono presenti dal lontano 1875, 14 anni prima del 1889, anno in cui fu proclamata la Repubblica degli Stati Uniti del Brasile (denominata successivamente in Repubblica Federale del Brasile) e fu adottata la Costituzione Federale, sancendo così la nascita dell’odierno Brasile, collaborando attivamente per lo sviluppo culturale, sociale ed economico di questo meraviglioso Paese?...
Sá l'egregio ministro, del clima a volte ostile (sicuramente non amichevole) di una parte della popolazione fortalezense e dintorni, nei confronti degli Italiani (residenti e non)?...Sá del risalto differente che danno i mezzi di informazione quando un Italiano compie una azione positiva o si macchia di un crimine?...
Orbene, illustrissimo ministro, nella mia modestissima opinione ritengo che prima di affermare, bisognerebbe riflettere qualche istante...
Andrea Paolo La Rocca
Modificato da il 31/01/2009 08:44
Messaggi: 7 Provenienza: Venezia Iscritto: 20.11.08
Scritto il 31/01/2009 10:53
Sono rimasto piacevolmente colpito dal calore con cui è stato trattato il caso Battisti che trovo di indubbio interesse, nonostante il richiamo a mantenere un profilo apolitico del saggio presidente, particolarmente per gli italiani che risiedono in Brasile i quali, come del resto è abitudine in questo paese, non sono scesi in piazza a protestare ma sicuramente si sono preoccupati, già che, come sappiamo, non siamo amati da tutti i brasiliani. A mio avviso la politica fà parte della nostra vita quindi non è il tema ma il tono che in un forum come questo deve essere controllato.
Ciao Maurizio
Messaggi: 37 Provenienza: Trinacria, Isola del Sole Iscritto: 26.04.08
Scritto il 16/02/2009 13:27
Buongiorno a Tutti...
Leggo con grande piacere che, finalmente, il Congresso Nazionale Brasiliano ha approvato la legge per l'istituzione del Giorno Nazionale dell’Emigrante Italiano. Principale artefice di questo felice azione é stato il Senatore Gérson Camata dello stato dello Espirito Santo, (guarda caso lo stato brasiliano con la piú alta incidenza di Italiani o discendenti Italiani - 65% - fonte wikipedia). Finalmente il giusto riconoscimento dell'azione di un popolo di "santi, poeti e navigatori" che, come disse qualcuno, mai fu profeta in patria...Finalmente il giusto riconoscimento di un popolo che ha dato e dá un fortissimo contributo alla formazione di grandi Nazioni come il Brasile, gli Stati Uniti d'America, l'Argentina...Finalmente il giusto riconoscimento di un popolo che, in Brasile, rappresenta circa il 15% della popolazione complessiva di questa Nazione...
A corollario di ció che ho scritto vorrei riportare un articoletto (fonte tgcom):
""O Globo" sostiene posizione Italia
Il quotidiano brasiliano "O Globo" difende la posizione dell'Italia, che ha chiesto l'estradizione di Cesare Battisti. La presa di posizione dell'editoriale pubblicato dal giornale, il più diffuso dell'America Latina, è chiara: "Deve essere estradato in nome del ripudio di ogni terrorismo, di destra o di sinistra. Sono insostenibili le argomentazioni del ministro della Giustizia, Tarso Genro, per giustificare la concessione dell'asilo politico"."
Che l'organo di informazione piú diffuso nell'America Latina abbia letto le nostre discussioni?
P.S.
Ma i mezzi di informazione locali saranno a conoscenza della storia e dei motivi di questa felicissima notizia?...o magari avranno bisogno di qualcuno che glielo spieghi?...
Messaggi: 82 Provenienza: Italia Iscritto: 04.04.08
Scritto il 18/02/2009 07:00
andrea ha scritto:...Quanti fortalezensi, cearensi, nordestini,e....mi fermo quí, ne saranno a conoscenza?........
Più di quelli che normalmente si immagina.
Sul fatto dei tre presidenti di discendenze italiane in realtà pochi sono a conoscenza, ma questo dipende dalla mancanza di insegnamento basico. Come può un nordestino che non ha avuto accesso all'istruzione basica e non sa neppure quale è la Capitale de Brasile, conoscerne i vari presidenti.
Ma, anche i più arretrati, sanno che grazie all'apporto europeo, e in particolar modo italiano e portoghese la regione è riuscita in qualche modo a sopravvivere e svilupparsi.
L'apporto inglese, benché pesante, si è indirizzato solo alla costruzione di mega infrastrutture, che nella maggior parte sono rimaste Cattedrali nel Deserto.
Ma premesso ciò, non dimentichiamo che Fortaleza vanta due bairro con nome Italiano, Montese e Monte Castello, e il prefeito di Fortaleza con il Sindaco di Montese si sono scambiate reciproche visite, e nel bairro di Montese ha sede l'associazione degli ex militari della FEB, ed il bairro venne creato grazie alla insistenza "teimosita" di un fortalezense, che voleva omaggiare e ricordare proprio la parte "caipira" dell'Italia, non certo le grandi città, ma il popolo contadino, che lottava duramente per un tozzo di pane sulle brulle valli dell'appennino tosco-emiliano, regione, che allora, era povera e affamata, come lo era il sertão e il Nordeste di allora.
Oggi, la presenza italiana, nel Nordeste cearense, pur essendo diluita e estremamente capillare. Di fatto non conosco nessuna città del Ceará dove non vi sia una presenza italiana, attiva specialmente nell'istruzione e nella assistenza, dove spesso operano gratuitamente, o addirittura a spese proprie.
Ma come dice giustamente Giuseppe Carrara (il vulcanizzatore), spesso, non parlano facilmente di questo legame che unisce a filo doppio l'Italia e il Brasile, ma lo conoscono e ne sono coscienti, pur non comprendendolo nella completezza.
Il problema del turismo infame è sentito solo nelle città turistiche, Fortaleza in primis, ma totalmente e volutamente ignorato nell'interno, che in relazione a ciò ha problemi locali ben più gravi e macroscopici.
Ma quali paulistani o carioca sanno dei tre presidenti di origine italiana ? Credo la stessa percentuale dei nordestini, e posso affermarlo con un buon margine si sicurezza.
Ma per concludere con questa tiritera, ben venga la giornata dell'emigrante italiano, che non mancherò di festeggiare, pur non essendo un emigrante nel senso stretto della parola.
Messaggi: 37 Provenienza: Trinacria, Isola del Sole Iscritto: 26.04.08
Scritto il 18/02/2009 17:29
Egregio Giancarlo (HCL),
I miei scritti erano per puntualizzare l’importanza della comunità Italiana presente [in tutto] il Brasile da oltre un secolo…Erano per puntualizzare il perché è doveroso il rispetto dei locali per la comunità Italiana (quella sana)…
Non voglio dilungarmi in citazioni varie, ma riporto (dal sito internet http://www.enas.org.br/?page=noticia&id=84&pais=bra):
“…130 ANNI EMIGRAZIONE VENETA IN BRASILE: LA REGIONE ITALIANA RENDE OMAGGIO AI SUOI EMIGRATI CAXIAS DO SUL aise - Nel 1975 per il centenario dell’emigrazione italiana nello Stato brasiliano di Rio Grande do Sul è stato realizzato nella capitale Caxias do Sul un monumento dedicato all’emigrante, opera di uno scultore italiano. Quest’anno, nel 130mo anniversario, tutta la Consulta dei Veneti nel mondo è venuta in Brasile, per la prima volta fuori dei confini italiani, per onorare la memoria degli emigrati e i loro inimmaginabili sacrifici e sofferenze deponendo un omaggio floreale davanti a questo monumento. Lo ha fatto l’assessore del Veneto, Oscar De Bona, presidente della Consulta, insieme ai consultori ma anche ad una rappresentanza delle Province e dei Comuni veneti, mentre il coro cadorino Oltralpe cantava la canzone dell?emigrante. Un gesto semplice, ma significativo, che ha suggellato le due giornate di lavori della Consulta…(anno 2005)”…
Dal sito internet http://www.emigrati.it/Emigrazione/Emibrasil.asp:
“…“Emigrazione Italiana in Brasile - emigrati.it - news
Secondo una stima dell'IBGE (Istituto Brasiliano Geografico Statistico) fra il 1884 e il 1939 sono entrati in Brasile oltre 4 milioni di persone.
Gli italiani rappresentavano il più importante gruppo d’immigrati, superando persino i portoghesi. La prima ondata di emigranti, prevalentemente di origine veneta, si insediò nelle regioni del Sud, a Santa Catarina. Gli italiani che arrivarono successivamente, per lo più contadini, per lavorare come braccianti seguirono lo sviluppo delle piantagioni di caffè insediandosi nella regione di São Paolo.
Nel 1871 una legge, detta del Ventre Libero, sancì l'inizio della fine della schiavitù. Da quel momento i figli di donne schiave sarebbero stati liberi; nel 1888 la schiavitù fu abolita. La manodopera degli emigranti Italiani sostituì in buona parte quella prestata fin allora dalle persone usate come schiavi: in quanto bianco e cattolico l'immigrato italiano era trattato diversamente dagli schiavi di colore, ma la qualità della vita effettiva era di poco superiore, e poi le condizioni di lavoro difficili, la mentalità schiavista di molti proprietari terrieri portarono il governo italiano a proibire l'emigrazione in Brasile con il Decreto Prinetti del 1902 (con il quale si sospendeva la licenza speciale a compagnie di navigazione per il trasporto gratuito di emigranti italiani in Brasile presso fazenderos senza scrupoli)..
Gli italiani che arrivarono a São Paulo all'inizio del XX secolo provenivano nella maggior parte dal Meridione d'Italia, San Giovanni in Fiore, Cosenza, Potenza, Salerno, ed erano quasi tutti di estrazione contadina.
Importante, per i nuovi arrivati, fu l'appoggio fornito dalla rete di relazioni con i connazionali. Nella rapida crescita di città come Sao Paolo gli Italiani e i Calabresi furono i protagonisti.
Quelli di loro più intraprendenti abbandonarono le campagne ed il sogno di diventare piccoli proprietari terrieri e si avventurano nel settore dei servizi, nel commercio, al dettaglio e all'ingrosso, contribuendo notevolmente al rapido sviluppo delle città brasiliane.
Bràs, Bexiga, Barra Funda, Bon Retiro, sono alcuni dei quartieri completamente italiani, luoghi dove gli emigrati rinsaldavano le relazioni fra paesani, conservavano la loro cultura, come testimoniano le numerose feste dei Santi Protettori dei loro paesi d'origine…”
È senza dubbio vero che i Brasiliani di un certo livello riconoscano l’identità e l’importanza socio-culturale della comunità Italiana, ma ciò non di meno, la popolazione fortalezense, mediamente (nel senso strettamente statistico), dubito che riconosca tutto ciò…
Il problema del turismo sessuale (infame e assolutamente da condannare), reputo che non sia un fenomeno circoscritto alla sola Fortaleza (Lei pensa che non esiste turismo sessuale a Rio de Janeiro, Salvador de Bahia, Recife, Natal)?...Lei pensa che i turisti del sesso facile a pagamento siano solo Italiani?
La piaga del turismo sessuale esiste non solo in Brasile, ma anche in altri paesi, dove è elevato il livello di prostituzione (minorile e non). Orbene, in una città come Fortaleza, dove innegabilmente la percentuale di “garrotas de programa” non è basso, significa che il livello di povertà e di sviluppo sociale civile e culturale, hanno ancora ampi margini di miglioramento…
Lei scrive [e può affermarlo con un buon margine di sicurezza] che un paulistano, un carioca, (aggiungo io un capixaba, un gaucho, un mineiro, un paranaense, un santacaterinense) difficilmente sappiano della discendenza italiana di tre loro Presidenti della Repubblica? Può darsi, ma con il Suo stesso margine di sicurezza, Le posso dire che un paulistano, un carioca, (aggiungo io un capixaba, un gaucho, un mineiro, un paranaense, un santacaterinense) non chiamano l’Italiano, residente o no, di “gringo”, (nel senso di straniero ma, mi consenta, il significato del termine inteso dai locali è tutto meno che apprezzativo)…
Perché scrivo questo? Perché sarei piú soddisfatto se, mediamente (nel senso strettamente statistico), i locali guardassero agli Italiani (per lo meno i residenti quelli “sani”) sotto un’altra prospettiva…
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